Ho
chiesto ad un bambino di quattro anni
"Una statua di legno"
Provo
a delimitare il mio percorso all'interno di un campo di relazioni all'interno
del quale mi aggiro quotidianamente, quello di un teatro di processo che dedica
la sua arte all'infanzia.
"Se imparassimo a porci
nei confronti dell'infanzia come di fronte ad un popolo che non conosciamo,
che è alieno rispetto a noi e che possiamo capire solo frequentandolo, forse
riscopriremo un po' di quello stupore di fronte all'infanzia che farebbe retrocedere
un po' l'opera di bambolizzazione e di cucciolizzazione" F.La Cecla Perfetti
e Invisibili
Proprio
questo è il problema: il postulato che i bambini vadano prima di tutto "educati",
ignorando volutamente per paura ciò che possono portare in dono.
Da questo sguardo nasce l'esperienza del teleracconto che ha incrociato il
mio percorso di ricerca sulle forme della narrazione contemporanea tramite
Giacomo Verde.
"L'essenziale è lo stato d'animo.
I primitivi sono, incantatori ed incantati,
contemporaneamente coscienti e vittime dell'inganno.
Come l'incivile è buon attore, e, simile al bambino,
si trasfigura completamente nell'essere che rappresenta, così
egli è anche buon spettatore e si avvicina anche in questo al bambino,
il quale può spaventarsi orribilmente per il ruggito di ciò che egli tuttavia
sa non essere un "leone vero" "
J.Huizinga Homo Ludens
E'
qui il punto: non interessa lo scarto tra reale e virtuale, ma conta la distanza
tra sincero ed insincero. L'insincerità sta nell'atteggiamento dell'adulto.
La scelta di rendere trasparente il mezzo tecnologico, di mostrare "come si
fa" mentre lo si fa, se non diventa didatticismo può essere veicolo di sincerità.
Quasi
dieci anni di laboratori di teleracconto con ragazzi ed adulti mi hanno abituato
alla loro reazione di quando un oggetto comune, posto davanti all'obiettivo,
"esplode" in un'altra forma, che fino ad un attimo prima non esiste, e quando
viene nominata è lì, sotto gli occhi di tutti.
Ostranenje - Straniamento.
"Per resuscitare la nostra percezione della vita, per rendere sensibili le
cose, per fare della pietra una pietra, esiste ciò che noi chiamiamo arte.
Ma
non mi sono ancora abituato alla reazione, fino ad ora solo di adulti, circa
uno su dieci, che spaesati confessano di non riuscire a vedere nell'oggetto
ingrandito niente altro che l'oggetto ingrandito.
"Mi sembra che lo straniamento
sia un antidoto efficace contro un rischio cui siamo esposti tutti: quello
di dare la realtà, noi stessi compresi, per scontata." C.Magris microcosmi
E
così posso capire cosa succede quando entro in scena davanti ad una platea
di ragazzi venuti a teatro con la scuola, accendo la telecamera ed il mio
volto emerge enorme dallo schermo.
A
scuola la televisione è tutt'al più un "nuovo linguaggio" (50 anni dopo…)
Questo
in fondo è il suo aspetto migliore, anche se qui si parla di teatro.
Credo
che sia uno strumento forte per rendere più "vivide" le cose sul palcoscenico.
"ma se non c'è differenza
tra la vita fuori dal teatro e quella al suo interno, allora il teatro non
ha più senso. Ma se accettiamo il fatto che la vita nel teatro è più visibile,
più vivida che all'esterno, allora riusciamo a capire come sia contemporaneamente
la stessa cosa e qualcosa di diverso."
·
Bar Miralago
Presotto
Rossi Verde
L'attore
(Carlo Presotto)ad un tavolino da bar racconta una leggenda metropolitana
usando come personaggi tazze, cucchiaini e biscotti.
Presotto
Rossi
L'attrice
(Paola Rossi) racconta Cappuccetto Rossi con gli oggetti di un astuccio (penne,
matite, forbici…) e Barba Blu con gli oggetti del bagno (rasoio bic, elastici
per capelli, sali da bagno, stracci per lavare…)
Presotto
Rossi Verde
1. Mentre
gli spettatori entrano in sala il video manda la loro immagine sullo schermo
2. Apre
lo spettacolo un filmato di repertorio del tg3 friuli con immagini della guerra
in Bosnia
3. Durante
il video l'attore dipinge di bianco lo schermo
4. Teleracconto
con alcuni passaggi in cui l'attore si mette davanti allo schermo.
5. Video
finale panoramica rotante della biblioteca di Sarajevo
6. L'attore
danza ed esce dietro lo schermo, poi compare nel video mentre compie la stessa
danza a Sarajevo
7. Fine
video. L'attore tagli lo schermo e rientra in scena.
·
La storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò
a volare
Carrara
Presotto Sepulveda Verde - 1997
60'
9
teleracconti di tipologia diversa all'interno dell'azione teatrale:
1. Narrazione
con oggetti
2. Narrazione
con oggetti - azione in scena
3. Oggetti-personaggi
- interagiscono con gli attori
4. Attore
in maschera in video pp -interagisce con attore
5. Attore
disegna in diretta sotto la telecamera
6. Narrazione
con oggetti
7. Attore
in video pp -interagisce con attore
8. Oggetti-personaggi
- interagiscono con gli attori
9. Attore
ripreso in azione fisica.
In
fase di elaborazione - debutto previsto 6 novembre 1999
Dall'omonimo
libro di Mario Rigoni Stern all'interno di un percorso di ricerca sulla memoria
della gente della montagna.
Materiali
di lavoro: foglie, cortecce, pigne, rami e pietre.
Una "macchina di
relazioni" IL POZZO DEI DESIDERI
Presotto
Uno
spettatore alla volta entra nella stanza del pozzo e può confidargli il suo
desiderio più grande. Affacciandosi al bordo del pozzo vede sul fondo riflessa
la propria immagine (non speculare) restituita da uno schermo orizzontale
sotto uno strato d'acqua. I desideri vengono registrati. L'ingresso al pozzo
è gestito ritualmente. I desideri vengono poi letti sia dal punto di vista
verbale che da quello del metalinguaggio. Da questo lavoro sono nati il video
"il pozzo dei desideri" Presotto 1997,15' ed il laboratorio "gesti e riti
dei desideri" condotto da Paola Rossi