FAVOLE AL (VIDEO)TELEFONO
un progetto di
C. Presotto, P. Rossi, G. Verde, Ispirato a "Favole al telefono" di Gianni Rodari

per La Piccionaia I Carrara - Teatro Stabile di Innovazione di Vicenza

L'idea del progetto è di attualizzare le "Favole al telefono" di Gianni Rodari sviluppandone le potenzialità espressive, in teatro e oltre, attraverso l'uso degli attuali mezzi di comunicazione personale: il video, il cellulare e internet.

Il progetto si articola in 4 sezioni e può avere diversi livelli di sviluppo:

DOCUMENTAZIONE

Il cellulare ha forma di orsacchiotto. I produttori: rischi minimi per le basse emissioni elettromagnetiche. Non mancano le polemiche
LONDRA - In Gran Bretagna è in vendita il Teddyfone, il telefonino a forma di orsacchiotto per genitori che vogliono controllare i figli peggio che il Grande Fratello di «1984» di George Orwell. I rischi per la salute dei piccoli - dicono i produttori - sono minimi grazie alle bassissime emissioni elettromagnetiche dell'apparecchio: 0,16 watt per chilogrammo contro 0,4-0,7w/kg della maggioranza dei telefoni cellulari disponibili sul mercato. Il cellulare - destinato a utenti dai 4 anni in su - è privo di schermo e presenta solo quattro tasti che possono essere programmati dai genitori proteggendo così i bambini da chiamate di sconosciuti.

POLEMICHE - Ma il Teddyfone ha già suscitato polemiche. Sir William Stewart, presidente della Health Protection Agency (l'ente governativo britannico a tutela della salute dei cittadini) aveva scoraggiato mesi fa i genitori a dare telefonini in uso ai bambini, ricordando che il cervello dei più piccoli assorbe il 50-70% di emissioni in più rispetto a quello di un adulto. «Le società che rappresentiamo non commercializzano i loro prodotti ai minori di 16 anni», ha dichiarato al quotidiano britannico Daily Telegraph un portavoce dell'associazione britannica di operatori di telefonia mobile. «Riteniamo che sia una politica responsabile e in linea con le raccomandazioni sulla salute».

«DECIDANO I GENITORI» - Paul Liesching, amministratore delegato di Teddyfone Ltd., ha ribattuto che - in base a recenti ricerche - già un quarto dei ragazzini britannici tra 7 e 10 anni possiede un cellulare. «Sta ai genitori decidere. Se credono che il possesso di un cellulare presenti per i figli vantaggi e benefici maggiori dei rischi, allora che comprino il cellulare. Se non la pensano così, che non lo facciano. Teddyfone è la risposta a una chiara domanda del mercato», ha concluso il manager. Il cellulare-orsacchiotto è dotato di un tasto SOS che consente ai bambini di contattare automaticamente il telefono dei genitori quando si sentono in situazioni di pericolo. L'apparecchio può essere anche utilizzato dai genitori come monitor per sentire costantemente quello che fanno i figli o eventuali rumori sospetti intorno a loro. Su richiesta mamma e papà al costo di 70 centesimi possono anche usufruire di un servizio di localizzazione dei figli che invia loro una mappa del luogo in cui si trovano. Teddyfone sarà offerto gratis a chi sottoscrive l'abbonamento, mentre le chiamate verranno addebitate agli utenti a un costo standard.
Fonte corriere della sera 29 novembre 2005

Telefonini? Armi improprie in mano a bambini
mercoledì 07 febbraio 2007

Roma - Un docente di materie scientifiche vestito con abiti tradizionali musulmani si presenta in aula per fare lezione, un suo alunno riprende tutto con il cellulare e lo pubblica su Internet. Questi gli ingredienti dell'ennesima polemica sull'uso del telefonino a scuola riportata questa volta dalla freepress di Leggo, una polemica fomentata anche dalla denuncia presentata dall'insegnante.

Lo racconta lui stesso: "Si parlava di fisica termodinamica e mi sono così vestito per far capire ai ragazzi che nel deserto ci si veste in questo modo per tenere il fresco d'estate e il caldo d'inverno. Ho provveduto quindi a presentare denuncia alla Polizia Postale. Nessuno ha autorizzato la diffusione di quel video, peraltro registrato a mia insaputa in classe".

Il video, mentre scriviamo ancora disponibile su YouTube, è stato realizzato con un tvcell da uno studente che a questo proposito avrebbe scritto che "il suo ruolo (dell'insegnante, ndr.) è quello di insegnare e non quello di esibirsi come sembra bravo ed allenato a fare". A difendere l'insegnante, che ha comunque assicurato che "un gesto di questo genere non lo rifarei", è intervenuto il preside dell'Istituto, secondo cui "la nostra scuola fa dell'integrazione tra le varie religioni un cavallo di battaglia. Chi ha messo quel video in Internet, peraltro vecchio, ha sbagliato".

Questa polemica solleva attenzione anche perché appare come un condimento perfetto alle dichiarazioni del commissario europeo alla Società dell'informazione, Viviane Reding, rese ieri nel corso delle celebrazioni del Safer Internet Day. Secondo una consultazione pubblica della UE, in Italia praticamente tutti i minori tra i 14 e i 18 anni hanno un cellulare, ma non mancano i bimbi di 5 anni dotati di telefonino. I dati evidenziati da Eurobarometro parlano chiaro: il 70% dei minori tra i 12 e i 13 anni ha un cellulare e sono molti i giovanissimi che vengono lasciati liberi di utilizzarlo senza alcun controllo da parte dei genitori. In questo senso gli italiani sono "precoci" rispetto a quanto accade negli altri paesi dell'Unione. Il tutto condito da una sostanziale ignoranza sui rischi nell'uso del telefonino, in particolare nelle funzioni di ripresa video e delle conseguenze su privacy e diritto all'integrità personale.

Reding ha dunque applaudito all'intesa annunciata proprio ieri dalle telco europee per trovare una via verso il cellulare dei bambini. Si tratta di un accordo per la realizzazione di un codice di regolamentazione per tutelare gli utenti più giovani da atti di pedofilia e bullismo, e per evitare il rischio che possano accedere a materiale per adulti.

A sottoscrivere l'appello sono stati 23 operatori, tra cui Deutsche Telekom, Vodafone, Orange e Telecom Italia, che si sono impegnati a sviluppare "adeguati sistemi di controllo" sull'accessibilità ai contenuti vietati ai minori, ma anche a collaborare con le Authority e ad avviare campagne di sensibilizzazione presso i consumatori. "Questo accordo è un passo avanti importante per la sicurezza dei bambini", ha dichiarato Reding. L'intesa prevede una scadenza di massima: l'introduzione di nuovi codici di autoregolamentazione dovrà avvenire entro un anno.

L'autoregolamentazione, secondo la Commissione, è la strada migliore da percorrere per raggiungere l'obiettivo di una tutela efficiente in tempi rapidi, visti i lunghi tempi di reazione delle burocrazie delle singole istituzioni nazionali. Alcune aziende si sono già mosse, offrendo ai genitori un servizio "ad hoc" che unisce il "controllo parentale" alla volontà di dare ai minori uno strumento di comunicazione. Un esempio su tutti, conosciuto anche in Italia, è il Primofonino lanciato da Vodafone.

http://punto-informatico.it/

Il divertimento dei bimbi, la sicurezza dei genitori

Un gusto che piace ai bimbi con tutte le protezioni che rendono sicuro un genitore. Con Kids puoi lasciare il videofonino in mano ai tuoi bambini in tutta tranquillità: nemmeno per errore infatti sarà loro infatti possibile finire su contenuti non adatti.

C'è la TV di Cartoon Network, giochi semplici per i più piccoli, e poi la Musica e le Suonerie delle canzoni dei cartoni animati più amati dal giovane pubblico e la possibilità di personalizzare il videofonino con gli sfondi della Pantera Rosa, Holly Dolly, Happy Tree Friends e altri divertenti personaggi.

Se scegli il Gusto Kids, puoi avere:

* TV: con Cartoon Network
* Giochi: I più semplici, quelli di Walt Disney
* Speciali
* Musica e Suonerie: le canzoni dei cartoni animati piu’ amate dai bambini
* Sfondi: colora il videofonino con La Pantera rosa, Holly Dolly e Happy e altre immagini dei cartoni
* Cartoni: I video dei cartoni animati e di sketch divertenti.