in collaborazione con il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza
Presentano
Una lezione/spettacolo
Ferrer Visentini, testimone del Novecento
Con il sostegno dell'Istituto storico della Resistenza e dell'Età contemporanea
della provincia di Vicenza "Ettore Gallo"

Il prezzo da pagare
Che prezzo saremmo disposti a pagare per le nostre idee?
L'esperienza umana di Ferrer Visentini attraversa la densissima storia delle trasformazioni e dei conflitti del novecento, scegliendo con ostinazione un punto di vista spesso scomodo: ricercato, confinato, imprigionato, impegnato nelle associazioni di solidarietà degli italiani all'estero, combattente per la repubblica spagnola, internato in campo di lavoro.
Il progetto
Dopo la pubblicazione del libro di Annalisa Tosato che raccoglie ed organizza le principali interviste rilasciate da Ferrer Visentini, quelle pagine ispirano una narrazione teatrale a più voci in cui Carlo Presotto e Paola Rossi ruotano intorno alle canzoni evocate da Gualtiero Bertelli.
Il progetto parte dalla scommessa di appassionare dei ragazzi di oggi alla grande "Storia" fatta di piccole "storie" personali, attraverso un punto di vista caldo, emozionato, che permette di collocare date e nomi in un quadro vivo in grado di interrogare i nostri comportamenti di ogni giorno.
La trama
Dal 22 dicembre 1910, data della nascita, la vicenda si snoda attraverso i ricordi del padre socialista e della madre cattolica in una Trieste prima asburgica e mitteleuropea, poi in modo travagliato "redenta". I fratelli, la morte del padre ucciso nel 1922 dai fascisti, il lavoro come carrozziere e poi la scoperta della politica, in modo quasi naturale. Una politica molto diversa da quella di oggi, che porta nel 1931 all'arresto per attività di propaganda illegale. E poi il tribunale speciale, il carcere poi tramutato in confino, di cui Visentini ci racconta il ruolo di vera e propria scuola di formazione per una parte di quella che sarà la classe politica del dopoguerra. Dopo il confino viene la scelta di espatriare clandestinamente e di andare a lavorare nella Parigi del fronte popolare, da cui nel 1937 passa in Spagna a combattere sull'Ebro, fino allo sciogliersi delle brigate internazionali, il ritorno in Francia e l'internamento nel campo di concentramento di Compiegne. Oggi le condizioni economiche e sociali sono radicalmente mutate, ma una domanda rimane valida, come si comporterebbero quei giovani intransigenti?
Quali sarebbero le loro scelte di vita? Siamo inevitabilmente condannati a rimanere sigillati in noi stessi all'interno di un paesaggio indifferenziato di "non luoghi" senza storia? Esiste ancora la possibilità di dedicare la propria vita agli altri?
Per un teatro civile
La lezione/spettacolo si colloca all'interno di un percorso teatrale che vede Carlo Presotto impegnato in una particolare forma di "teatro civile" in cui il dialogo con il pubblico, prima, durante e dopo la narrazione diventa una componente essenziale in spettacoli come "E fu così che la guerra finì" sulla tragedia bosniaca o "Le stagioni di Giacomo" sull''omonimo romanzo di Mario Rigoni Stern. Una ricerca che nel tempo si è sviluppata attraverso le collaborazioni con Marco Baliani, Giacomo Verde, e di recente con Gualtiero Bertelli e Gianantonio Stella per La Compagnia delle Acque.
In pratica
La lezione/spettacolo nasce per essere portata direttamente nelle scuole .
Si rivolge ad un massimo di 100 spettatori.
Si rivolge particolarmente ai ragazzi delle terze medie o delle ultime classi delle superiori per l'attinenza al programma didattico.
La durata è di circa 90 minuti , compresa l'interazione con i ragazzi.
Agli insegnanti verrà fornito prima dell'intervento un cd con una presentazione multimediale da sviluppare con i ragazzi prima dell'incontro con gli attori.
Per approfondimenti
http://www.ferrervisentini.it/
http://www.memoriedispagna.org
http://www.anpi.it/uomini/visentini.htm
Articolo di Luca Valente
Il Giornale di Vicenza, 13 ottobre 2006
Personaggi. Dal libro al teatro
FERRER VISENTINI, UN TESTIMONE DEL NOVECENTO
Una vita da protagonista del Novecento, un libro di interviste, una narrazione teatrale che attinge dal teatro civile ma scaturisce dal basso, da una sorta di laboratorio delle idee che riunisce amici, conoscenti ed estimatori del personaggio. È questo l’insolito percorso che porterà, nella prossima primavera, allo spettacolo dedicato a Ferrer Visentini. Un cammino che parte stasera alle 20.45, a villa Lattes in via Thaon di Revel, dove si troveranno coloro che lo hanno conosciuto per portare il proprio contributo all’allestimento teatrale, in una sorta di apertura al pubblico della creazione artistica.
Il progetto "Il prezzo da pagare. Ferrer Visentini, testimone del Novecento" nasce da un’idea di Carlo Presotto, affiancato da Paola Rossi e da Gualtiero Bertelli per le musiche, e si ispira al libro di Annalisa Tosato "Ferrer Visentini, un antifascista racconta", che raccoglie ed organizza le principali interviste da lui rilasciate. All’iniziativa collaborano il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza e l’Istituto storico della Resistenza "Ettore Gallo": lo scopo è appassionare adulti e giovani di oggi alla grande "Storia" di ieri, fatta di piccole "storie" personali.
Il prezzo cui allude il titolo è quello da pagare per portare avanti le proprie idee, come fece Ferrer Visentini attraverso la densissima storia delle trasformazioni sociali e dei conflitti del Novecento, scegliendo con ostinazione un punto di vista spesso scomodo: ricercato, confinato, imprigionato, impegnato nelle associazioni di solidarietà degli italiani all’estero, combattente per la repubblica spagnola, internato in campo di lavoro.
Visentini, padre socialista e madre cattolica, nacque il 22 dicembre 1910 in una Trieste prima asburgica e mitteleuropea, poi "redenta". Dopo la morte del padre, ucciso nel 1922 dai fascisti, lavorò come carrozziere fino alla scoperta della passione per la politica. Nel 1931 fu arrestato per attività di propaganda illegale, quindi condannato dal Tribunale speciale al carcere e poi al confino, secondo Visentini vera e propria scuola di formazione per la classe politica del dopoguerra. Dopo il confino venne la scelta di espatriare clandestinamente e di andare a lavorare nella Parigi del Fronte popolare, e nel 1937 di passare in Spagna a combattere sull’Ebro con le Brigate internazionali; infine il ritorno in Francia e l’internamento nel campo di concentramento di Compiegne.
«Quella di oggi sarà l’apertura del cantiere - spiega Presotto -: si ritroverà un gruppo di amici di varia provenienza che hanno conosciuto questo personaggio, e che hanno deciso di incontrarsi alcuni anni dopo sua morte portando il proprio apporto di idee, ricordi, foto, filmati; agli artisti spetterà il compito di dire in che direzione pensano di andare con lo spettacolo. Mi ha colpito il fatto che le idee di una persona possano andare avanti anche quando oramai non c’è più. Questo lavoro è una sorta di percorso di restituzione delle sue esperienza di vita, anche se focalizzeremo solamente sulla prima parte della sua esistenza, fino alla 2ª Guerra mondiale. Visentini era un personaggio particolare, che tendeva a cacciarsi nei guai, nel senso buono del termine. Ha vissuto in un periodo di fondazione dell’Italia, e lo spettacolo sarà dunque anche una sorta di lezione storica. Basta pensare alla Parigi degli anni Trenta, vero laboratorio culturale per storia, filosofia ed arte del Novecento, o alla Spagna narrata da Hemingway, per capire la portata storica degli avvenimenti in cui fu protagonista».