le storie di marco polo
Esistono luoghi al
mondo in cui convergono fiabe lontane nello spazio e nel tempo.
Tra questi luoghi ce n'è uno, fragile ed improbabile, sospeso sul confine tra
terra ed acqua, tra oriente ed occidente, tra passato e futuro.
Da questo luogo, da Venezia, parte a 17 anni Marco Polo.

Da questo luogo, 752 anni dopo la nascita presunta di messer Marco, il suo viaggio/racconto
viene ripercorso come una fiaba su di una mappa dedicata a quei bambini che
oggi abitano i "non luoghi" della globalità.
Bambini che vengono a scuola con zainetti made in china, che guardano cartoni
disegnati in Giappone, che indossano scarpe cucite in india, che giocano con
coetanei che provengono dai quattro angoli del mondo.

In questo spettacolo la lingua del narratore spesso è fatta solo di suoni e
di gesti, è la lingua che parlano gli ambasciatori della via della seta, quella
che permette ai barcaioli abusivi di farsi capire dai turisti che sbarcano a
frotte a Piazzale Roma.
Un contastorie che non usa un cartellone dipinto ma immagini digitali, videoproiezioni
e sabbia, legno e bambù, secondo lo stile che caratterizza il lavoro teatrale
di Carlo Presotto e della sua equipe.

PERCORSO DI LAVORO
*DELLA PERGAMENA E
DELLA CARTA DI RISO*
Un percorso che ha visto una serie di studi lungo la via della seta, intitolati
"Della pergamena e della carta di Riso" che hanno coinvolto più di
200 insegnanti e operatori e 150 ragazzi in 9 laboratori a Mira, Oriago,
Chirignago, Volpago del Montello, Treviso, Vicenza e Venezia.
Il progetto "della pergamena e della carta di riso" prende il via
nel 2005 e consiste in un percorso di studio intorno al testo de "Il Milione"
di Marco Polo
La prima tappa prevede una serie di laboratori di lettura animata per
adulti (insegnanti e attori) dedicati alla ricerca delle "differenti differenze"
che polarizzano la distanza tra Venezia e Cambaluc, tra Marco Polo e Kublai
Kahn.
I laboratori si tengono presso le biblioteche di Oriago e di Volpago del Montello
e presso la scuola materna di Chirignago(VE), quest'ultimo in collaborazione
con La Scuola del Fare di Castelfranco Veneto. Partecipano ai laboratori circa
60 operatori.
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Carlo Presotto
LABORATORIO TEATRALE SULLA LETTURA
La difficile arte di essere semplici a teatro passa necessariamente attraverso
una rigorosa disciplina del corpo, del pensiero e dell'emozione. Non ci sono
scorciatoie, non c'è né talento né sacro fuoco che non vada quotidianamente
rimesso in discussione dall'incontro con lo spettatore, da una relazione appassionante
e faticosa.
Ma allora perché spendiamo così tante energie per la nostra arte, si chiedeva
un maestro. Per narcisismo, esibizionismo, voglia di affermarci? Non basta.
Chi sceglie questa disciplina, come molte altre, lo fa soprattutto perché attraverso
questa strada persegue il desiderio di costruire se stesso, di mettersi in moto
intorno ad un punto di equilibrio condividendone il continuo movimento.
*Obiettivo del laboratorio* è quello di creare uno scambio di esperienze e
di saperi intorno all'arte segreta dell'attore.
La via scelta è quella della seta, da Venezia al Cataio, passando attraverso
i porti del mediterraneo, risalendo verso il lago di Van e Samarcanda, oltrepassando
i deserti e le steppe per incontrare il grande Kublai Kahn (quel fiol d'un can,
come dice un nostro poeta) e narrargli le mille città invisibili e la linea
dell'arco.
Guide in questo percorso saranno Marco Polo (Il Milione scritto in italiano
da Maria Bellonci) ed Italo Calvino (Le città invisibili), Hugo Pratt (La casa
dorata di Samarcanda), Sun Tzu (l'arte della guerra) e Lao Tze (la via del Tao)
Dong Yue (Il sogno dello scimmiotto), Matteo Ricci (Dell'amicizia), ed infinite
possibili altre, come infiniti sono i fili d'erba della steppa su cui corre
il cavallo.
Per accedere al laboratorio ogni partecipante dovrà scegliere tra uno di questi
testi (o eccezionalmente altri) :
- una pagina da leggere in piedi ad alta voce in piazza
- una da leggere a fior di labbra all'orecchio di una persona cara
- una pagina che fa venire la pelle d'oca, o il solletico sulle gambe, o sulla
nuca, o le lacrime, o il riso irrefrenabile.
*Le tappe del lavoro* partiranno dall'allenamento del corpo a fare e
ad ascoltare, per attraversare l'esperienza dell'incontro tra le persone nel
cerchio del lavoro comune, e giungere al confine dell'ignoto, ad esplorare l'insanabile
confine tra attore e spettatore.
- L'allenamento: la postura, il movimento, la voce, l'energia.
- La relazione: lo sguardo, il contatto, l'ascolto, la fiducia
- L'esplorazione: la memoria, l'emozione, il gioco, l'abbandono
- La disciplina: le partizioni dello spazio, del tempo, la maschera, la trasparenza.
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Si passa poi alla seconda tappa, la costruzione di una drammaturgia all'interno
del testo,
selezionando uno tra gli infiniti percorsi di lettura possibili tra gli echi
del Milione.
- Il primo passaggio è il corso tenuto da Carlo Presotto presso L'Università
di Venezia, corso di Laurea in tecniche artistiche e dello spettacolo, per l'esame
di Psicologia sperimentale, animazione e teatro ragazzi. Il corso ha coinvolto
50 studenti universitari durante l'autunno 2005, integrando la riflessione teorica
e la documentazione con una serie di sperimentazioni di laboratorio
- Il secondo passaggio di approfondimento si svolge presso la scuola
di Teatro della Associazione Ossidiana di Vicenza, con la realizzazione di due
corsi annuali per attori dedicati alla drammaturgia de Il Milione, con il coinvolgimento
di 30 giovani attori da ottobre 2005 a maggio 2006.
- Il terzo passaggio si svolge invece con la collaborazione della rete
La Scuola a teatro di Treviso, con il coinvolgimento di circa 100 insegnanti
in un progetto di aggiornamento promosso dall'ufficio scolastico regionale del
Veneto. La parte pratica del corso di 54 ore, finalizzato all'aggiornamento
degli insegnanti che conducono attività teatrale nella scuola, dall'infanzia
alla secondaria, viene condotta da Carlo Presotto sotto forma di studi parziali
di messa in scena ispirati a momenti de "Il Milione"
Questi tre passaggi portano alla realizzazione di una drammaturgia in forma
di narrazione a cura di Carlo Presotto e Paola Rossi.
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La terza ed ultima fase di preparazione prevede il coinvolgimento dei
ragazzi,
attraverso la collaborazione con le classi di una scuola pilota, La Vittorino
da Feltre dell'Istituto comprensivo 1 di Vicenza, con 240 ragazzi.
Una classe alla volta assiste alla narrazione e la commenta insieme con narratore
e drammaturga,
in modo da evidenziare le risonanze tra i picccoli spettatori ed il testo proposto.
PROGETTO "MARCO POLO"
Relazione
"A Calormen si insegnava a raccontare le storie, sia vere che inventate,
come oggi si insegna ai bambini a svolgere un tema scritto. Solo che mentre
la gente si diverte a sentire le storie, a nessuno, che io sappia, fa piacere
leggere i temi".
C.S. Lewis, Le cronache di Narnia.
Il gruppo di teatro ragazzi condotto da Carlo Presotto all'interno della compagnia
La Piccionaia - I Carrara di Vicenza sta lavorando da alcuni mesi alla messa
in scena di uno spettacolo, che debutterà il prossimo autunno, dedicato alla
storia di Marco Polo e dei suoi viaggi, narrati nel libro "Il Milione". Come
è consuetudine della compagnia il lavoro di preparazione si basa, oltre che
sullo studio delle fonti e la raccolta dei materiali, sull'incontro con coloro
cui lo spettacolo sarà dedicato: il pubblico dei bambini.
Da qui la necessità, nella fase di elaborazione drammaturgica, di dare vita
ad un laboratorio di narrazione sulla storia del grande viaggiatore e sulle
vicende descritte nel suo libro. Il lavoro di narrazione stesso, l'osservazione
delle reazioni dei bambini, il successivo confronto, costituito da una serie
di esercizi e di domande, e l'ulteriore rielaborazione dell'esperienza condotta
in classe dagli insegnanti, costituiscono infatti per drammaturgo e attori un
materiale prezioso.
I bambini della scuola Vittorino da Feltre, che già stanno lavorando sul tema
di Marco Polo negli atelier organizzati dalla scuola attraverso la scrittura,
il disegno, la danza, l'attività motoria, nel laboratorio teatrale hanno avuto
occasione di incontrare l'argomento nel suo linguaggio originario: la scelta
di lavorare sulla narrazione, infatti, è stata dettata dalla vicinanza allo
stile del libro Marco Polo, che si articola, fin dal sua "incipit", come un
grande racconto orale.
Rielaborando alcuni elementi della storia personale di Marco e alcuni dei racconti
contenuti nel Milione, si è giunti ad abbozzare una trama da proporre ai bambini,
primo nucleo di quella che diventerà la trama dello spettacolo.
Si è proceduto poi alla divisione in 12 scene, ciascuna rappresentata con un
disegno, secondo la tecnica dello story-board.
Nelle mattine di laboratorio nell'aula audiovisivi della scuola è stata allestita
una grande stuoia, appesa a due piantane, sulla quale venivano applicati, man
mano che si snodava la narrazione, i disegni relativi ai 12 momenti, fino all'ottenimento
di una sorta di tabellone di un contastorie tradizionale. In questo modo i bambini
hanno potuto visualizzare lo svolgersi della storia, comprenderne in maniera
semplice e chiara la struttura, fissarne gli snodi e gli elementi salienti.
I disegni, inoltre, assieme all'uso della gestualità che ha accompagnato la
narrazione, hanno facilitato la comprensione da parte degli allievi che ancora
hanno qualche difficoltà nei confronti della lingua italiana.
Al termine del racconto veniva chiesto a tutti i bambini di segnalare sul tabellone
i disegni relativi ai momenti ritenuti più importanti della storia, in modo
da verificare il loro gradimento e l'efficacia della narrazione.
Tutte le classi, in maniera differente a seconda della fascia d'età, hanno dimostrato
una grande attenzione, comprensione, interesse per la storia, in parte già conosciuta,
una grande partecipazione e un generale gradimento per tutte le fasi del racconto.
Il laboratorio di narrazione "Marco Polo" si è tenuto nel mese di aprile 2006
presso la scuola primaria "Vittorino da Feltre"; vi hanno preso parte tutte
le classi della scuola (due prime, due seconde, tre terze, tre quarte, due quinte)
per un totale di circa 240 bambini, con il seguente calendario:
martedì 7, ore 8.45 -10.00 classi quinte, ore 10.45 - 12.00 classi seconde;
giovedì 9, ore 8.45 -10.00 classi terze, ore 10.45 - 12.00 classi prime;
venerdì 10, ore 8.45 -10.00 classi quarta e quinta, ore 10.45 - 12.00 classi
terza e quarta.
PROVE E LABORATORIO DI MESSA IN SCENA
Al termine del percorso inizia il lavoro del team artistico, che comprende Titino
carrara, Annalisa Peserico, Mauro Zocchetta, in una fase di attuazione e distillazione
degli stimoli raccolti.
In questa fase, durante le prove, si collocano laboratori e incontri con attori
ed operatori per affinare le tecniche di messa in scena.
Il percorso formativo si fa qui propriamente artigianale, attraverso l'apertura
della poetica ad un selezionato gruppo di persone interessate che costituiscono
in qualche modo un allargamento del gruppo creativo.
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IL CANTIERE DI MARCO POLO
Laboratorio teatrale
condotto e curato da Carlo Presotto
Mira (VE) Teatro Villa dei Leoni
5, 6, 7 settembre 2006
Come un cantiere in cui le varie parti si assemblano, dove carpentieri e maestri
marangoni compiono ognuno la sua parte, a costruire una segreta architettura,
che si disvelerà pienamente solo al momento del varo, così la fase finale della
costruzione di uno spettacolo, che viene aperta ad un piccolo gruppo di persone
che condivideranno la fase in cui il testo inizia a prendere forma e vita sul
palcoscenico.
Quali azioni fisiche, quali giochi di equilibri, quali strade percorrere per
presentare una storia agli spettatori?
La sapienza dell'artigiano si unisce alla visionarietà dell'artista, e narrazione,
lavoro fisico, interazione con il video diventano i principali ingredienti di
una esperienza rara e faticosa, quella di condividere la prima gestazione dello
spettacolo.
Ai partecipanti viene richiesta la partecipazione a tutte le fasi del lavoro
che si svolgerà in forma sia teorica che pratica.
Si richiede un bastone di bambù di circa 120 cm ed un drappo di seta (dimensioni
libere).
Si richiede una tenuta di lavoro sulle tonalità di una stessa tinta, senza scritte.
Si richiede la conoscenza del libro "Il Milione" di Marco Polo.
La lingua del narratore spesso è fatta solo di suoni e di gesti, è la lingua
che parlano gli ambasciatori della via della seta, quella che permette di farsi
capire dai turisti che sbarcano a frotte a Piazzale Roma.
Il contastorie non usa il tabellone dipinto, ma le immagini digitali, i monitor
e le video proiezioni intrecciate alla sabbia, la ghiaia, il legno ed il bambù.
/Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo.
Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province,
di regni, di montagne, di baie, di navi, d'isole, di pesci, di dimore, di strumenti,
di astri, di cavalli e di persone.
Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine
del suo Volto.
//(in: J.L Borges L'Artefice, Adelphi Editore 1999) /
Giornale Di Vicenza 29/11/2006
Teatro ragazzi. Delicato lavoro di Carlo Presotto e Titino Carrara in scena all'Astra di Vicenza
Marco Polo, la fatica di diventare grandi
Un'avventura dell'anima tra grammelot e sintesi taoista
di Floriana Donati
Vicenza. Il filo del racconto tesse a poco a poco un'emozione impalpabile e avvolgente come seta, intensa come la luce colorata di una lanterna che rischiara le pareti trasparenti e leggere di una casa da tè.
Vi si muovono pochi personaggi dai contorni calligrafici e sinuosi simili alle figurine sui disegni dell'antica pittura cinese, tratteggiati come le ombre in controluce dietro i paraventi di carta di riso, su sfondi rosso lacca di una calda interiorità.
Sono personaggi di un mondo lontano raccontati da moderni cantastorie che li proiettano nell'attualità usando e dosando, senza lasciarsi ammaliare, le immagini digitali e le videoproiezioni.
Testo e contesto, forma e significato si confondono così al modo di un simbolico ideogramma nelle "Storie di Marco Polo" raccontate nel loro debutto al teatro Astra (dopo la prima dei giorni scorsi a Mira) dall'omonimo lavoro teatrale di Carlo Presotto e Titino Carrara, che ha allietato la terza domenica della affollata rassegna "Famiglie a teatro 2006-2007" organizzata da La Piccionaia-I Carrara.
Storie avventurose fatte di parole e gesti concreti che stuzzicano però la innata sensibilità del pubblico bambino a percepire un più sotterraneo e indistinto sottotesto di emozioni. Cose che - per citare il grande Calvino - a volerle spiegare troppo si sciupano.
Ed è per tutto questo sottofondo emozionale che la lingua con cui Marco Polo comincia a raccontare alla principessa Cocacin le peripezie della sua partenza da Venezia e dei suoi viaggi per mare tra guerre e deserti, è impastata nel magma linguistico del grammelot, per evolvere nel corso della vicenda nell'accento provenzale, poi nella cadenza veneziana, purificata infine nella lingua moderna.
La pittoresca esibizione verbale segnala cruciali passaggi graduali e non indolori alla coscienza, per chiunque ha il coraggio di lasciare il giardino dove è cresciuto per diventare grande, di trovare la forza per lasciare i giochi e incontrare, come la principessa Cocacin, lo sguardo della tigre bianca tra mari e mostri.
E poiché ogni racconto trasforma almeno un po' narratore ed ascoltatore, lo stesso Marco Polo potrà tornare a casa a Venezia solo dopo aver convinto la principessa/bambina - che gli attori prelevano inaspettatamente tra il pubblico per portarla in scena, dentro la storia - a diventare grande.
E pare che davvero la lista delle aspiranti "principesse" si stia facendo sempre più nutrita: i bambini stanno al gioco.
A loro Marco Polo, l'imperatore Kublai e la istitutrice di palazzo raccontano della foresta della paura e del dolore, della montagna dell'immortalità. Non senza frequenti e opportuni intermezzi comici che sdrammatizzano le ansie dei bambini provocando la risata. Chissà se nella scena con i personaggi maschili che sfoderano taglienti spadoni, gli autori hanno pensato all'antico apologo Zen sulla lama affilata usata per spaventare e non per ferire.
Certo è che l'espediente scenico di far interpretare da una protagonista donna il personaggio maschile dell'imperatore Kublai complica, senza comprometterlo, il quadro psicologico, suggerendo la sottile intenzione di rappresentare la complementarietà tra la figura materna e paterna, fonte di identità per i bambini, in una sorta di sintesi taoista tra le energie primarie opposte dello yng-il femminile e dello yang-il maschile.
Questo Marco Polo insomma è l'eroe di un'avventura dell'anima che tocca con delicatezza e poesia il tema della fatica di diventare grandi. La scena leggera ed essenziale progettata da Mauro Zocchetta conforta a pensare che il sogno si avvera di continuo. Carlo Presotto , Annalisa Peserico e Paola Rossi ne sono i convincenti e sensibili interpreti.