TRACKLIST
1. Ariel's Garden 
2. Tempest 
3. Aspettando
4. Attimi Viola 
5. Anamnesi
6. Zigan
7. Sposa Rubata 8. Taglialegna 9. Prospero's Eye 10. Underworld

IL CD CON LA COLONNA SONORA DI MICHELE MOI

Titolo: Viaggio e Nozze di Re Ferdinando
Genere: SoundTrack
Anno: 2008

 

VIAGGIO, NAUFRAGIO E NOZZE DI FERDINANDO, PRINCIPE DI NAPOLI

da The Tempest di William Shakespeare

regia Carlo Presotto

produzione Napoli Teatro Festival Italia

in coproduzione con La Piccionaia – I Carrara

in collaborazione con I Teatrini, Accademia Perduta Romagna Teatri, Viva Opera Circus, Teatro del Piccione, Ca’ Luogo d’Arte, Fondazione TRG Onlus – Allievi Piccola Accademia del Teatro Ragazzi, La Baracca – Testoni ragazzi, Teatro degli Accettella

Per I progetti del Napoli Teatro Festival Italia

con Zeno Bercini, Francesca Bizzarri, Massimiliano Caretta, Claudio Casadio, Adele Amato De Serpis, Claudio Dughera, Gianni Franceschini, Simona Gambaro, Mauro Maggioni, Marco Montesano, Arianna Moro, Carlo Presotto

consulenza progetto Titino Carrara

musiche originali Michele Moi

ambiente del naufragio a cura di Mauro Zocchetta

ambiente della tempesta a cura di Marcello Chiarenza

collaborazione per i costumi Luciana De Nichilo, Romilda Zaccaria

consulenza drammaturgia Valeria Frabetti

consulenza video Giacomo Verde

direttore di scena Marco Artusi

fonico Marco Pasquato

direttore luci Graziano Pretto

tecnico Donatello Galloni

collaborazioni alla regia Carlos Alsina, Maurizio Bercini, Giovanna Facciolo, Antonio Tancredi

assistente alla regia Giorgia Antonelli

organizzazione Pierluigi Cecchin e Giampaolo Fioretti

un particolare ringraziamento a David Rossetto e agli allievi della Scuola di Teatro Ossidiana di Vicenza

 

Lo spettacolo si articola secondo una formula inedita di creazione collettiva, in cui alcuni artisti e teatri di diversa provenienza, accomunati dall’attenzione verso il mondo dei bambini e dei ragazzi, dedicano a The Tempest di Shakespeare una serie di visioni e racconti.

Il dramma di Shakespeare narra le vicende del duca di Milano, e della figlia Miranda. Spodestato dal fratello Antonio, Prospero e la figlia riescono a scampare ad un naufragio, approdando su un'isola deserta, ove ha luogo l'intera vicenda. Qui, infatti, Prospero, cultore di arti occulte, assoggetta gli spiriti dell’aria e della terra. Una tempesta conduce sull’isola gli altri personaggi, che affrontano prove diverse, fino a ricongiungersi nel finale, che vede Prospero riconciliarsi col fratello e riacquisire il suo titolo, e Miranda unirsi al figlio del re di Napoli, suggellando una nuova e più stabile alleanza tra i due regni.

Sul testo di Shakespeare si innestano racconti spezzati, indirizzati ad uno spettatore abituato a navigare tra le stratificazioni di varie storie simultanee. Si crea così una sorta di giardino incantato in cui gli spettatori, piccoli e grandi, diventano protagonisti di un’esplorazione dell’“isola che non c’è”, dove avviene il faticoso passaggio dall’infanzia all’età adulta. «In una realtà – spiega Presotto – in cui la scomparsa dei riti di transizione lascia spesso le persone da sole di fronte ai momenti fondamentali dell’esistenza, il ruolo del teatro può diventare quello di rievocare i grandi racconti che aiutano a crescere».

Sul testo di Shakespeare si innestano racconti spezzati, indirizzati ad uno spettatore abituato a navigare tra le stratificazioni di varie storie simultanee. Si crea così una sorta di giardino incantato in cui gli spettatori, piccoli e grandi, diventano protagonisti di un’esplorazione dell’“isola che non c’è”, dove avviene il faticoso passaggio dall’infanzia all’età adulta. «In una realtà – spiega Presotto – in cui la scomparsa dei riti di transizione lascia spesso le persone da sole di fronte ai momenti fondamentali dell’esistenza, il ruolo del teatro può diventare quello di rievocare i grandi racconti che aiutano a crescere».

 

introduzione al progetto

Recensione su Eolo

recensione lettera 22

recensione su un blog privato

Fantasia Shakespeare tra giochi e invenzioni

Repubblica — 26 giugno 2008 pagina 16 NAPOLI
L' incanto misterioso de "La tempesta" di Shakespeare si moltiplica e corre veloce verso un gioco più lieve nell' invenzione che Carlo Presotto mette in scena per il Napoli Teatro Festival Italia. "Viaggio, naufragio e nozze di Ferdinando, principe di Napoli" nella sontuosa bellezza appassita dell' Albergo dei Poveri.
Offrendo agli spettatori le tappe messe insieme da Teatrini, Accademia Perduta Romagna Teatri, Viva Opera Circus, Teatro del Piccione, Ca' Luogo d' Arte, Le Nuvole, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, La Baracca, Testoni Ragazzi, in articolata geografia e composizione di un fantasioso progetto.
Moltiplicazione di Ariel e Prospero per dar conto di differenti vocazioni e possibili incantesimi.
Con aggiunta di burattinai e apparizioni in infedele ossequio della scrittura che consente invenzioni e audaci voli poetici e drammaturgici.
Cercando di piegare il loro linguaggio differente e appassionato di protagonisti di "teatro per ragazzi" alle possibilità di una "creazione collettiva" che un po' soffre per discontinui agganci e un po' s' esalta per cortocircuiti poetici della rappresentazione.
Risuona così tra le volte maestose la parola, mentre visioni fantastiche si formano nel largo spazio della corte antica, e preparano la strada a successive architetture in cui raccontare del naufragio, di Calibano, dell' amore tra Miranda ed il giovane Ferdinando.
Con gioiosa adesione del pubblico. Repliche fino a domenica 29.
- GIULIO BAFFI

 

 

BURATTINI IN CARNE ED OSSA SU UNA SPIAGGIA DI POLVERE DI STELLE.
Se questo e’ un uomo: ecce bombo.

di Tommaso Chimenti Bencini

NAPOLI – Il cortile del Real Albergo dei Poveri pare il monte Ararat dove l’Arca sbattuta ferocemente dalla Tempesta shakespeariana (nel progetto di Carlo Presotto) ha portato a morire la carcassa di questa balena sventrata e spolpata d’assi di legno come costole incrinate da Moby Dick. Una nave che prima si presenta in miniatura, di vele di carta di riso e vimini che veleggia in alto su un filo da equilibrista, prima di disfarsi, ed ingigantirsi, all’ombra del palazzo dei diseredati di impalcature e ombre minacciose, di finestre distrutte e spalancate che sembrano esplose anch’esse per la violenza dell’uragano marino. Sopra, a ricondurre alla realtà, gabbiani, aerei e fuochi d’artifico in lontananza: gli elementi-pennellate che delineano Napoli. Il mare è un vestito-tappeto che si gonfia. Prospero, duca di Milano cacciato dal fratello impostore, animato da quattro attori che si alternano nelle varie faccende, è stato esiliato con la figlia Miranda ignara del proprio rango nobiliare che s’agita con brillantini divini al suo seguito, su un atollo di sabbia dove si muovono figure animalesche come il gobbo-bestia Calibano (effervescente e moderatamente disgustoso e ripugnante), uno Shrek ma meno verde. La nave con a bordo il duca traditore ed il Re spagnolo Alonso naufraga portando in salvo a riva soltanto il figlio Ferdinando che qui troverà l’amore, in una sorta di incontro tra Montecchi e Capuleti, ma più fortunato, e il matrimonio, sopra una scacchiera alla maniera del “Billy Jean” di MJ come se fosse il gioco della campana. L’isola immaginaria è circoscritta dentro un cerchio in questo scenario da Apocalisse all’interno del quale possono penetrare solo gli attori ed i bambini che, appunto, “sono fatti della stessa sostanza dei sogni”. Si rischia di cadere in un piccolo esperimento-remake da “Notre Dame de Paris” ma subito, fortunatamente, dopo tre arie canterine, la piece sale di tono grazie all’entrata in scena dei due carretti-baracchine di burattinai esilaranti (il bambino è sicuro ed abile) che immettono nel testo classico la loro forte impronta d’attualità con inserti di genovese, milanese (il “mi consenta” berlusconiano), e ovviamente napoletano, paragonando la sciagura marinara alle lampedusane carrette del mare canticchiando “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri, disquisendo se quello che stanno facendo sia o meno “teatro sperimentale”. Il “nessun uomo è un’isola” fa rima con il concetto di “condivisione” della recente pellicola di Sean Penn “In to the wild”.